Va bene, sono di parte, ma credo davvero che viaggiare soli sia una delle migliori esperienze che possiate fare.
Il mio primo viaggio tutta sola risale a ormai tre anni fa: era fine luglio, avevo 24 anni e, dopo 8 sudati mesi di stage, finalmente mi era stato offerto un vero contratto di lavoro, con inizio a settembre. Mi si prospettava, per l’ultima volta nella vita, un intero mese di vacanza ad agosto e mi sembrava l’occasione perfetta per festeggiare l’inizio di un nuovo capitolo in modo unico. Scelsi un Interrail, all by myself, in giro per l’Europa. Furono 22 giorni esaltanti, da Praga ad Amburgo e poi ancora a Berlino, Copenaghen, Stoccolma, Olso, Helsinki e Amsterdam. Senza stare a sentire a chi mi diceva che sarebbe stato troppo pericoloso o faticoso, acquistai il biglietto global pass (sul sito www.interrail.eu/it) segnai su un’agenda le attrazioni più importanti di ogni città che mi ero prefissata di vedere, comprai un volo per Praga, afferrai zaino da trekking, borraccia e abbigliamento leggero e partii. Fu la migliore decisione che potessi prendere.

1. VIAGGIARE SOLI FA BENE

Lo afferma una ricerca pubblicata sulla rivista International Journal of Travel and Tourism Research, che ha analizzato un campione di 24 persone appena tornate da un viaggio in solitaria di circa nove giorni: viaggiare da soli rappresenta un viaggio dentro noi stessi che può cambiare il nostro sguardo sul mondo e il nostro modo di interpretarlo perché stimola la riflessione e aiuta nella scoperta di sé (fonte: guidapsicologi.it). 

Nyhavn: lo storico porto di Copenhagen

 2. CHI VIAGGIA SOLO NON È MAI SOLO

Durante i miei 22 giorni di Interrail, ho conosciuto ben 18 persone. Con alcune, a distanza di tre anni, sono ancora in contatto. Se quindi state pensando di partire per un viaggio da soli, ma avete paura di soffrire di solitudine, non preoccupatevi. Chi viaggia da solo è naturalmente più ricettivo e aperto a nuove conoscenze e, specie se sceglierà gli ostelli al posto degli hotel, non avrà alcuna difficoltà a socializzare. Ma anche senza alloggiare in ostello, semplicemente visitando la città, si incontreranno un sacco di persone.

Il mio primo amico è stato Roberto, un ragazzo spagnolo incontrato a Praga durante un free tour. Si tratta di tour guidati gratuiti (di solito pubblicizzati tramite volantini che troverete alle reception di ostelli/alberghi e negli info point), generalmente di 2 o 4 ore, utilissimi per farvi conoscere le attrazioni principali di una città in pochissimo tempo. Inoltre le guide, che campano con le offerte libere dei turisti, sono generalmente molto affabili e preparate. Ho seguito i free tour in ogni città in cui sono stata e non ce n’è stato uno solo che mi abbia delusa.

L’incredibile skyline di Stoccolma 

  3. SEI TU IL TUO COMPAGNO DI VIAGGIO

Qualche anno fa, quando nessuno poteva accompagnarmi a fare qualcosa, che si trattasse di comprare un cd, prendere un gelato o andare a una mostra, rinunciavo ad andare. Camminare sola per la città mi faceva sentire a disagio. “Cosa penseranno di me? Che sono così sola da non avere nessuno che mi accompagni?” – mi chiedevo. A ripensarci adesso, era proprio un’idea stupida.

L’equazione “solo” = “senza nessuno che si prenda cura di lui o che lo ami” è assolutamente errata, eppure l’adottiamo spesso inconsapevolmente. Ci capita ad esempio quando vediamo qualcuno cenare da solo in un ristorante e proviamo tristezza e pena per lui pensando che la persona che stava aspettando non si sia presentata.

La prima sera a Praga, dopo aver camminato tutto il giorno per la città, decisi che mi meritavo un buon piatto di gulash. Attraversai Ponte Carlo, arrivai a Malá Strana (“Il Quartiere Piccolo”) ed entrai in una taverna dall’aria accogliente. La proprietaria mi sorrise, mi accompagnò al tavolo e accese la candela davanti a me. La cena era squisita e godermela a lume di candela, sola coi miei pensieri, fu semplicemente magico e mi fece sentire coccolata e serena. Nessuna tristezza, nessuna nostalgia, ma un puro momento con me stessa, in una città straniera e meravigliosa.

Vista notturna di Praga da Ponte Carlo

Ed è questo il punto fondamentale: ci sono gli amici, la famiglia, il partner. Ma ci siamo soprattutto noi: i nostri migliori compagni di viaggio. Stare bene insieme agli altri è impagabile, ma imparare a stare bene con noi stessi è fondamentale. Viaggiare soli ti aiuta a farlo.

Non si tratta affatto di negare la bellezza di viaggiare insieme alle persone care, ma solo di affermare l’importanza di accettarsi e saper godere della propria compagnia, a casa come nel mondo.

Senza contare la sensazione di totale libertà che si prova nel poter disporre completamente del proprio tempo e non dover scendere a compromessi. Non ci saranno discussioni su quale attrazione vedere, né ritardi sulla tabella di marcia. Non si dovrà combattere per scegliere dove alloggiare né mangiare. Proseguiamo verso Berlino o verso Amsterdam? La risposta dipende solo da voi. Ecco perché la professoressa Constanza Bianchi della Queensland University of Technology, afferma che «Viaggiare da soli aiuta le persone ad aumentare la sensazione di avere maggiore controllo sulle proprie vite e sulle proprie azioni». Seguite l’istinto, procedete al vostro ritmo, imparate ad ascoltare i vostri bisogni. Ma prima di ogni altra cosa: prendete lo zaino e partite!

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