Sconfiggere il disordine esteriore è spesso un’impresa ardua. Liberarsi da quello interiore, poi, può sembrare addirittura impossibile. A farci cambiare idea ci pensa Marie Kondo, con il suo bestseller “Il magico potere del riordino”.
Il
cartoncino verde acido, la font ordinata ma ariosa e la leggerezza con cui è scritto, lo fanno apparire delizioso anche ai più diffidenti. Io, ex disordinata cronica, l’ho ormai irrevocabilmente messo nella lista dei libri preferiti. Quelli che, per dirla alla Konmari “mi trasmettono gioia”.

RIORDINARE TI CAMBIERÀ LA VITA

Il magico potere del riordino è un libro che ha molto a che fare, come scrive la stessa autrice, con le cose e con le case, ma che ha soprattutto a che fare con l’interiorità. Viviamo in una società frenetica e consumistica, in cui tendiamo a sfogare le nostre ansie circondandoci di oggetti e persone che non ci rendono davvero felici. Riordinare i nostri spazi diventa allora un modo per sistemare il nostro disordine interiore e capire cosa amiamo davvero, fino a spingerci a rivoluzionare la nostra vita. Il magico potere del riordino consiste proprio in questo.

TROVARSI IN UNA STANZA PULITA E ORDINATA CI OBBLIGA A CONFRONTARCI CON LE NOSTRE EMOZIONI E LA NOSTRA INTERIORITÀ.

Esistono due tipi di riordino: quello che si fa tutti i giorni, semplicemente rimettendo a posto una cosa dopo averla usata, e l’evento, che si completa in una volta sola e dev’essere portato a termine il più velocemente possibile, in circa 6 mesi (un tempo breve se si pensa che questo tipo di riordino si effettua una volta sola in tutta la vita). In questo modo, saremo certi di evitare l’effetto boomerang e non dover riordinare mai più. Per farlo, le operazioni fondamentali sono solo due: buttare via tutto ciò che non ci emoziona e trovare un posto per le cose che rimangono, ma l’azione del buttare ha la precedenza.

PROCEDI SEMPRE PER CATEGORIE

Per sperimentare quella sensazione di ordine perfetto che cambierà per sempre la nostra vita, assicura Marie Kondo, basta mettere a posto le diverse categorie di oggetti nella giusta successione: per prima cosa i vestiti, poi i libri, le carte, gli oggetti misti e per ultimi i ricordi, che sono i più difficili da affrontare. Oltre ai… Parenti! Meglio non far vedere alla nostra famiglia quello che abbiamo eliminato per non incorrere nel rischio di ripescaggi furtivi.

Per prima cosa, occorre radunare tutti (ma davvero tutti!) i vestiti sul pavimento di una stanza, prenderli in mano uno per uno e chiedersi: “Questo vestito mi fa battere il cuore?”. Se la risposta è no, dopo averli ringraziati, dovremo buttarli senza ripensamenti. Vietato declassare qualcosa che non amiamo ad abbigliamento da casa: anche nel privato meritiamo di indossare abiti che ci facciano sentire bene. Una volta deciso quali tenere, bisogna sistemarli: individuando il loro “punto magico” potremo piegarli in piccoli rettangoli da disporre in verticale nei cassetti. I vestiti che è meglio appendere (cappotti, tailleur, giacche, gonne e abiti), andranno invece disposti mettendo a sinistra quelli più lunghi, con tessuti più pesanti e più scuri e procedendo verso destra man mano che la lunghezza si accorcerà, il tessuto si alleggerirà e i colori saranno più chiari. In questo modo, potremo dire addio per sempre al fastidioso cambio dell’armadio.

credits: thecozyspace.tumblr.com
*credits immagine di copertina: mybiscoto.com

I libri, come i vestiti, devono essere rimossi dagli scaffali e disposti tutti sul pavimento. Anche in questo caso, toccandoli un per uno, bisognerà decidere quali conservare e quali buttare. I libri mai letti o letti solo a metà andrebbero buttati. Il ruolo che hanno svolto nella nostra vita è stato quello di insegnarci che non ne avevamo bisogno. Da tenere a portata di mano, invece, i libri che rientrano nel nostro olimpo personale.

Per le carte vale la regola generale del buttare via tutto: cartoline di Capodanno, buste paga, libretti delle istruzioni… Difficilmente ci occorreranno davvero in futuro. Tutte le altre andrebbero divise in tre gruppi: quelle di cui dobbiamo occuparci subito, quelle da conservare (come i documenti contrattuali) e, infine, il materiale da conservare di altro tipo. La chiave è collocare le carte di ciascuna categoria in una scatola o cartellina diversa, evitando di dividerle in base al contenuto. Il contenitore dei documenti di cui occuparci subito, inutile dirlo, dovrebbe essere sempre vuoto. Anche gli oggetti misti (cd/dvd, prodotti per la cura del corpo, cosmetici, accessori, dispositivi elettronici, medicine, fazzoletti,…) devono essere conservati solo se ci piacciono davvero, mentre tutto ciò che troviamo in giro senza motivo (regali che non amate, confezioni di cellulari, cavi di origine sconosciuta, bottoni di riserva e via dicendo) deve essere buttato.

credits: designsponge.com

Ed eccoci ai ricordi, l’ultima categoria da riordinare, nonché la più difficile. Anche in questo caso, dovremo prendere fra le mani ciascun oggetto che racchiuda un particolare valore affettivo e chiedergli “Mi rendi ancora felice?”. Lettere degli ex, pagelle, ricordi d’infanzia e anche fotografie: terremo solo quelle che ci toccano nel profondo.

CIÒ CHE DOBBIAMO TENERCI STRETTI NON SONO I RICORDI DEL PASSATO, MA LA PERSONA CHE SIAMO DIVENTATI GRAZIE ALLE NOSTRE ESPERIENZE.

Quando avete difficoltà a buttare qualcosa, chiedetevi se è a causa del vostro attaccamento al passato, della vostra ansia per il futuro o di entrambe. Il riordino diventa così il mezzo per comprendere meglio i criteri in base ai quali prendete le decisioni in ogni sfera della vostra vita, inclusa quella affettiva e quella lavorativa.

AFFRONTARE LE PROPRIE COSE E SELEZIONARLE VI COSTRINGE A CONFRONTARVI CON LE SCELTE DISCUTIBILI CHE AVETE FATTO IN PASSATO.

LA VITA VERA COMINCIA DOPO AVER RIORDINATO

Continuando a eliminare oggetti, nella nostra testa scatterà un click: è il segnale che abbiamo raggiunto la quantità giusta per noi. Per completare l’evento riordino, quindi, ci basterà decidere dove collocare tutto ciò che abbiamo deciso di tenere. A questo punto, essendo diventati così bravi a riconoscere il nostro istinto e le nostre emozioni e avendo scoperto le ragioni che ci rendevano difficile liberarci di qualcosa (o qualcuno!), avremo imparato a conoscere meglio noi stessi e, senza rendercene conto, sapremo rispondere alla domanda “Sono felice? Questa è la vita che desidero per me?”.

Molte clienti di Marie Kondo, una volta sperimentato l’ordine perfetto, hanno chiuso una relazione che non le soddisfaceva da tempo o cambiato lavoro.

Quando sperimentiamo l’ordine perfetto, insomma, assaporiamo una sensazione di freschezza mai provata prima e acquistiamo piena fiducia nella vita che ci aspetta. E allora, cosa stiamo aspettando?

QUANDO DOMANDATE AL VOSTRO CUORE SE SENTE UN’EMOZIONE, CREDETE A CIÒ CHE VI RISPONDE.
SE VI FIDATE DI QUELL’ISTINTO, TUTTI GLI ELEMENTI DELLA VOSTRA ESISTENZA SI INTERCONNETTERANNO IN MANIERA SORPRENDENTE E LA VOSTRA VITA CAMBIERÀ IN MODO RADICALE.

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