Un paio di giorni fa, in un raptus da pasticcera esagitata, mi sono messa a preparare la mia prima tarte tatin. Nonostante la playlist Cooking Music di Spotify in sottofondo e tanta buona volontà, però, il risultato è stato piuttosto disastroso. Bello a vedersi, ma non così gradevole alla prova forchetta. Vuoi che le mele non fossero sufficientemente farinose, vuoi che sui toast all’avocado vado decisamente più forte, nel complesso la mia torta non aveva granché a che fare con l’ideale che avevo in mente. Poi, ieri, ho avuto l’illuminazione: recuperare le mele e farci un crumble, cercando di dare una nuova forma a quanto fatto.

È STRANO, LO SO…

Ma prepararlo mi ha fatta ripensare a tutte quelle volte in cui, nonostante le ottime premesse iniziali, l’esito di una situazione sia stato profondamente diverso dalle mie aspettative.
In quelle occasioni, probabilmente, con la vita avrei dovuto farci un crumble, colmando il gap tra le mie idee e la realtà. Ecco allora che mi sono inventata la “Metafora del crumble”, ovvero 3 lezioni da trarre dal mio fallimento culinario per accettare le delusioni con più consapevolezza e serenità:

1. IMPARA A CONOSCERE GLI INGREDIENTI

A volte pensi di essere un’inguaribile romantica e poi trovi noiosa la vita di coppia, a volte credi di aver preso le mele Golden e poi hai messo nel carrello le Fuji. Nell’immagine di copertina di questo articolo, per esempio, c’è una meringata al limone e non un crumble di mele: per non trovarsi scottati nel veder andare a rotoli le proprie aspettative, insomma, bisogna innanzitutto guardare dentro di sé e scoprire quali ingredienti abbiamo a disposizione in dispensa e non quali pensiamo erroneamente di aver acquistato.

2. IMPASTA, MESCOLA, AGGIUSTA DI SALE

Magari pensavi di desiderare una convivenza, ma non sei pronto a rinunciare ai tuoi spazi; magari volevi fare una tarte tatin e dovrai ripiegare su un crumble di mele. Pazienza: nella vita come nella pasticceria l’esercizio è fondamentale. Se non ottieni il risultato sperato al primo colpo, non abbatterti, ma usa l’ingegno per scoprire cosa puoi fare con quello che hai. Impasta un po’ di dialogo, mescola pazienza e compromesso, aggiungi sincerità q.b. e lascia che esca quel che deve uscire: potrebbe essere un dolce strepitoso, così come un dessert che proprio non funziona. Comunque vada, non arrenderti al primo tentativo.

3. NON DARE LA COLPA ALLA RICETTA

Solo perché non ha funzionato per te, non significa che sia colpa della ricetta, del forno, del pasticcere o dell’aiuto cuoco. Quando il risultato finale non corrisponde all’idea che avevi in mente, cerca innanzitutto di comprendere cosa potevi fare tu per cambiare le cose. Con questo non sto dicendo di fustigarti con la frustra elettrica o riempire di lacrime gli stampi per i muffin: solo, inizia a leggerti dentro prima ancora di cercare all’esterno le cause di una situazione. Poi, se ti va e ci sono le condizioni, riprova a fare quel dolce o, altrimenti, tentane uno nuovo non appena ti risentirai pronto.

E voi? Avete qualche metafora bizzarra che vi aiuta ad affrontare più serenamente la vita? Se sì, non scordatevi di condividerla nei commenti!

Psss: potrebbe interessarti anche How to hygge: come realizzare l’arte danese della felicità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.