Reading Time: 3 minutes

Si può essere felici possedendo meno?
Si possono indossare sempre gli stessi 33 capi per un intero trimestre senza annoiarsi o sentirsi inadeguati?
Courtney Carver, creatrice di Project 333, giura di sì e ci spiega perché.

DA “LESS IS MORE” A
“BE MORE WITH LESS”

Immaginate una vita in cui possedete pochi oggetti: solo ciò che davvero amate.
Una quotidianità fatta di scelte veloci, tra il cardigan blu o quello beige, evitando di perdere ore davanti a un armadio stracolmo di abiti, molti dei quali non ricordate nemmeno più se vi stanno bene o perché mai li avete comprati.
Il solo pensiero vi fa subito sentire più leggeri?

PROJECT 333
33 CAPI PER 3 MESI

Non siete i soli. È successo lo stesso anche a Courtney Carver che, partendo dall’intuizione (a modo suo rivoluzionaria) che possedere meno potesse significare avere di più, ha creato una sfida fashion a colpi di minimalismo, dove l’unica regola è scegliere 33 capi (vestiti, ma anche borse e accessori) e indossare solo quelli, giocando a mixarli, per un intero trimestre.

Sembra impossibile? Non lo è, basti pensare che con appena 12 elementi (come quelli in foto) si possono creare 2 look per l’ufficio, uno per una serata elegante e uno per i momenti più casual.
Con un po’ di fantasia e qualche immancabile pezzo basic, poi, le combinazioni diventano pressoché infinitequi ad esempio trovate tanti spunti utili suggeriti proprio dagli utenti che hanno accettato la sfida.

POCHI CAPI,
POCHE REGOLE

Proprio come il guardaroba di chi ha accettato la sfida, anche le regole di Project 333, neanche a dirlo, sono semplici semplici:

  • Si può iniziare in qualunque momento;
  • I 33 oggetti selezionati devono includere vestiti (anche i soprabiti), accessori, gioielli e scarpe;
  • Non contano invece l’anello di matrimonio/fidanzamento, l’intimo, il pigiama, i vestiti da casa né quelli per allenarsi (che vanno però indossati solo quando ci si allena, senza barare!)
  • Tutto ciò che non rientra nei 33 oggetti selezionati va risposto in una scatola, sigillato e messo via;
  • Se nell’arco dei tre mesi vi rendete conto che ciò che avete scelto non vi piace più (magari perché si è logorato o non vi sta più bene), siete liberi di sostituirlo: la sfida non deve mai e poi mai diventare una costrizione.

SPOGLIATEVI.
DEL SUPERFLUO.

Forse, arrivati a questo punto, il progetto ha iniziato a incuriosirvi, ma una vocina dentro di voi continua a ripetervi: “In fondo, perché dovrei?“. Selezionare con cura 33 elementi, studiare (e provare!) le combinazioni possibili e liberare l’armadio da tutti gli altri capi richiedono impegno ed energia e se lo scopo finale fosse solo ridimensionare il guardaroba, forse, vi passerebbe la voglia di provarci.

La verità, invece, è che Project 333, per dirla con le parole del giornalista Stefano Mauro, “si configura come il punto di partenza attraverso il quale cominciare una vera e propria rivoluzione dolce” che si contrapponga al modello di consumo basato sulla new economy e imponga una riflessione su ciò che è davvero essenziale alla nostra felicità.
Non si tratta soltanto, quindi, di ridimensionare il nostro armadio e la nostra qualità di vita, quanto piuttosto di focalizzare le nostre energie verso il nostro benessere e verso valori autentici e ormai dimenticati.

Io ho deciso di accettare la sfida e presto vi racconterò qui sul blog quali sono i 33 capi che ho scelto. E voi?

Psss: se riordinare è la tua missione, scopri anche il metodo KonMari!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.